Democrazia, libertà e valori
Lo Stato moderno è l’esito di un complesso processo storico attraverso il quale all’interno di un determinato territorio, caratterizzato dalla presenza di una popolazione più o meno omogenea, si è andato delineando un apparato di governo gestito da una classe politica. La conquista successiva è stata l’aver compreso che il fondamento del potere è radicato nel popolo verso il quale il potere stesso viene esercitato: questa conquista è la moderna democrazia. Le due principali idee che caratterizzano l’esperienza democratica sono il principio di rappresentanza e il valore della libertà. È proprio dalla diversa combinazione di questi due elementi che hanno origine le differenze tra i sistemi politici democratici dei vari paesi del mondo. Durante il ventesimo secolo, si è assistito ad un rapido ed esteso processo di democratizzazione, inteso proprio come una diffusione delle esperienze di espansione della libertà individuale entro numerosi paesi del mondo. La libertà, dunque, è ormai da almeno due secoli un vessillo attorno al quale si riuniscono speranze, aspirazioni e aspettative dei popoli del mondo. Ma cos’è la libertà? Lo sviluppo della democrazia coincide con l’illimitata estensione delle libertà individuali? Dipende. Se io fossi libero di uccidere il mio vicino lo priverei della sua libertà di vivere. Più semplicemente, se io fossi libero di calunniare il mio vicino lo priverei della libertà di costruirsi una reputazione onorevole. La libertà, cioè, non è mai assoluta, non può esserlo per definizione, altrimenti finisce per negare se stessa. Ciò significa che nemmeno la democrazia può essere ridotta ad un mero esercizio di accondiscendenza verso i desideri che via via emergono ora da una parte ora dall’altra della società. Altrimenti si rischierebbe necessariamente di ledere la libertà di qualcun altro. La vera libertà e, dunque, la vera democrazia si realizzano quando esistono dei “criteri” che sono in grado di guidarle, stabilendo i confini entro i quali la libertà stessa può essere esercitata. Per questo, una vera democrazia non può prescindere dal riconoscimento dell’esistenza di questi criteri, cioè di valori sui quali essa deve porre il suo fondamento. Senza questi valori verrebbe meno la stessa convivenza civile. Come si potrebbe concepire, ad esempio, una società che non rispetta la vita? E proprio il rispetto della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, è uno dei valori indissolubili e non negoziabili attorno al quale si è costruita la democrazia. Nelle prossime settimane cercheremo di evidenziare uno alla volta questi valori. In seguito, potremo riflettere su tutti gli altri, per i quali, invece, il dibattito e la negoziazione pubblica costituiscono proprio una delle fondamentali espressioni della democrazia.

Per Rawls (1922-2002), uno dei maggiori filosofi politici del ‘900, democrazia è la via ragionevole per avviare una società giusta, dove vige la regola del maximin (maximum minimum), in base la quale si massimizzano i guadagni per tutti e si minimizzano le perdite dei singoli.
Se si vuole assicurare a tutti un’effettiva uguaglianza di opportunità, la società deve dare attenzione a coloro che sono nati con meno doti o in posizioni sociali meno favorevoli. Per ottenere questo obiettivo dovrebbero essere impiegate maggiori risorse nella educazione dei meno intelligenti invece che in quella dei più dotati, almeno in un determinato periodo della vita, quello dei primi anni di scuola. Questo è per Rawls il principio di riparazione a cui segue quello di differenza.
Il principio di differenza corrisponde a quello naturale della fraternità, cioè all’idea di non desiderare maggiori vantaggi a meno che ciò non vada a beneficio di quelli che stanno meno bene.
La famiglia è uno dei luoghi in cui viene rifiutato il principio di massimizzare la somma dei vantaggi dei singoli. In genere, infatti, i singoli membri di una famiglia non desiderano avere dei vantaggi personali, a meno che ciò non promuova gli interessi di tutti gli altri membri.
Quindi, chi vuole agire secondo il principio di differenza, porta alle stesse conseguenze: chi si trova nelle condizioni migliori desidera ottenere maggiori benefici solo all’interno di uno schema in cui ciò vada a vantaggio dei meno fortunati.
Chi ha orecchi per intendere,…..
Commento di cit — 3 Marzo 2008 @ 19:07