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	<title>Commenti a: Le nostre idee, i nostri valori</title>
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	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 15:40:14 +0000</pubDate>
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		<title>Di: FRANCESCA</title>
		<link>http://www.circolodellalibertabovolone.it/2008/02/21/le-nostre-idee-i-nostri-valori/#comment-25</link>
		<dc:creator>FRANCESCA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 10:22:18 +0000</pubDate>
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		<description>E' bello vedere che ci sono ancora giovani che credono e si battono per dei valori_
bravi ragazzi continuate cosi'_
Francesca</description>
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bravi ragazzi continuate cosi&#8217;_<br />
Francesca</p>
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		<title>Di: cit</title>
		<link>http://www.circolodellalibertabovolone.it/2008/02/21/le-nostre-idee-i-nostri-valori/#comment-9</link>
		<dc:creator>cit</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 16:14:52 +0000</pubDate>
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		<description>Da Famiglia Cristiana del 6 marzo 2008

Silvio Berlusconi ha definito il suo partito "monarchico" (crediamo per via della potenza del leader) e insieme "anarchico", nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e che lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli.
Il "primato del fare" è riuscito a prevalere su quello del "pensare", soprattutto in riferimento ai valori e ai temi etici sensibili. E non se ne discute affatto (o poco) perché l’unico vento da assecondare per tenere la rotta è la potente parola del capo (ma sulla legge 40 sulla procreazione assistita Gianfranco Fini è andato per suo conto). La teoria dell’"anarchia positiva" è un esorcismo che non fa bene al Paese, un pasticcio che non serve né a prendere le distanze dal fondamentalismo delle magliette anti-islamiche di Calderoli, né a compensare il laicismo dei radicali che pure albergano nella ex Casa della libertà.
La libertà di coscienza dev’essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica. Invocarla per annullare il dibattito mortifica soprattutto i candidati cattolici che stanno nel Pdl. Cosa ne dicono Formigoni, Lupi, Pisanu (che pure è cresciuto alla scuola di Moro e Zaccagnini)? Non c’è il rischio che, per una sorta di panteismo onnipotente del leader, nel Pdl si eviti con cura ogni riferimento etico su temi che hanno a che fare con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa?
Al riguardo, ci sembra che ciò porti i cattolici ad assumere su questi temi spesso un ruolo subalterno all’interno del Popolo della libertà. Che dicono i cattolici del Pdl sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati? Che dicono della legalità? Al di là delle "buone" ragioni addotte, non sono neppure bei segnali quelli che vengono dall’Udc con la candidatura dell’ex governatore della Sicilia Cuffaro o anche gli abbracci di Casini con il re di Calciopoli Luciano Moggi.
Gli elettori del Pdl, soprattutto quelli cattolici, hanno tutto il diritto di sapere cosa pensano i propri candidati – e non solo il Capo – su aborto, testamento biologico, coppie di fatto, sulla flessibilità del lavoro e sulla sussidiarietà. Il richiamo circa lo sfilacciamento del Paese, fatto dai vescovi, non assolve nessuno. L’incertezza e lo smarrimento della società è provocato anche dall’esaltazione del benessere individualista, dall’importanza attribuita al successo, dalla mancanza di solidarietà.
L’impressione è che i cattolici nel Centrodestra siano più spenti, quasi impediti a esercitare la funzione di "minoranza intelligente" per “indicare nuove piste e nuove soluzioni per affrontare in modo più equo i problemi”, come scrisse Giovanni Paolo II nel messaggio alla Settimana sociale di Bologna nel 2004. L’egemonia dei leader è un rischio bipartisan: tende a sminuire la capacità di discernimento, il potere di critica e la passione per la ricerca dell’unità sui valori, pur senza far torto alle differenze. 
Meditate gente, meditate….</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Famiglia Cristiana del 6 marzo 2008</p>
<p>Silvio Berlusconi ha definito il suo partito &#8220;monarchico&#8221; (crediamo per via della potenza del leader) e insieme &#8220;anarchico&#8221;, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e che lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli.<br />
Il &#8220;primato del fare&#8221; è riuscito a prevalere su quello del &#8220;pensare&#8221;, soprattutto in riferimento ai valori e ai temi etici sensibili. E non se ne discute affatto (o poco) perché l’unico vento da assecondare per tenere la rotta è la potente parola del capo (ma sulla legge 40 sulla procreazione assistita Gianfranco Fini è andato per suo conto). La teoria dell’&#8221;anarchia positiva&#8221; è un esorcismo che non fa bene al Paese, un pasticcio che non serve né a prendere le distanze dal fondamentalismo delle magliette anti-islamiche di Calderoli, né a compensare il laicismo dei radicali che pure albergano nella ex Casa della libertà.<br />
La libertà di coscienza dev’essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica. Invocarla per annullare il dibattito mortifica soprattutto i candidati cattolici che stanno nel Pdl. Cosa ne dicono Formigoni, Lupi, Pisanu (che pure è cresciuto alla scuola di Moro e Zaccagnini)? Non c’è il rischio che, per una sorta di panteismo onnipotente del leader, nel Pdl si eviti con cura ogni riferimento etico su temi che hanno a che fare con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa?<br />
Al riguardo, ci sembra che ciò porti i cattolici ad assumere su questi temi spesso un ruolo subalterno all’interno del Popolo della libertà. Che dicono i cattolici del Pdl sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati? Che dicono della legalità? Al di là delle &#8220;buone&#8221; ragioni addotte, non sono neppure bei segnali quelli che vengono dall’Udc con la candidatura dell’ex governatore della Sicilia Cuffaro o anche gli abbracci di Casini con il re di Calciopoli Luciano Moggi.<br />
Gli elettori del Pdl, soprattutto quelli cattolici, hanno tutto il diritto di sapere cosa pensano i propri candidati – e non solo il Capo – su aborto, testamento biologico, coppie di fatto, sulla flessibilità del lavoro e sulla sussidiarietà. Il richiamo circa lo sfilacciamento del Paese, fatto dai vescovi, non assolve nessuno. L’incertezza e lo smarrimento della società è provocato anche dall’esaltazione del benessere individualista, dall’importanza attribuita al successo, dalla mancanza di solidarietà.<br />
L’impressione è che i cattolici nel Centrodestra siano più spenti, quasi impediti a esercitare la funzione di &#8220;minoranza intelligente&#8221; per “indicare nuove piste e nuove soluzioni per affrontare in modo più equo i problemi”, come scrisse Giovanni Paolo II nel messaggio alla Settimana sociale di Bologna nel 2004. L’egemonia dei leader è un rischio bipartisan: tende a sminuire la capacità di discernimento, il potere di critica e la passione per la ricerca dell’unità sui valori, pur senza far torto alle differenze.<br />
Meditate gente, meditate….</p>
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		<title>Di: Matteo</title>
		<link>http://www.circolodellalibertabovolone.it/2008/02/21/le-nostre-idee-i-nostri-valori/#comment-6</link>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 12:26:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.circolodellalibertabovolone.it/2008/02/21/le-nostre-idee-i-nostri-valori/#comment-6</guid>
		<description>mi auguro che questo blog possa diventare strumento di confronto per noi giovani di bovolone
Un saluto a tutti e aspetto lunghe discussioni tra i commenti dei post :)

Matteo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi auguro che questo blog possa diventare strumento di confronto per noi giovani di bovolone<br />
Un saluto a tutti e aspetto lunghe discussioni tra i commenti dei post <img src='http://www.circolodellalibertabovolone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Matteo</p>
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