Made in Italy!!!

In questi giorni da diverse fonti sono stati forniti preoccupanti dati che attestano il profondo stato di difficoltà nel quale il nostro Paese si trova. Pil in forte rallentamento (le previsioni di crescita per il 2008 lo indicano intorno allo 0,7%), inflazione pericolosamente vicina al 3%, indice della produzione industriale prossimo allo zero, fiducia delle imprese e delle famiglie in forte picchiata sono tutti segnali inequivocabili che è necessario intervenire velocemente. Purtroppo come troppo spesso accade l’Italia è il fanalino di coda di tutta l’Europa in termini di crescita economica.
Per invertire questa preoccupante tendenza risulta di fondamentale importanza rendere nuovamente competitive le nostre imprese sul mercato globale. Per fare questo è necessario innanzitutto ridurre in maniera marcata la pressione fiscale presente, divenuta ormai insostenibile. L’elevata imposizione fiscale applicata (pari a circa 45% ,superiore rispetto alla media europea e quasi il doppio rispetto a quella statunitense) purtroppo è anche la causa principale dell’elevato livello di evasione fiscale presente. Molto più che 100 miliardi di euro, sicuramente di più del 20% di tutte le entrate fiscali raccolte: a tanto ammonterebbe secondo le stime questo male italiano, che necessita di essere curato al più presto.
Occorre inoltre garantire alle nostre imprese una rete di infrastrutture adeguata: la rete autostradale e quella ferroviaria necessitano di essere migliorate, il numero di porti e aeroporti incrementati.
Infine è necessario garantire, attraverso la liberalizzazione di alcuni settori, costi per i servizi in linea con gli altri paesi europei. E’ necessario quindi mettere le aziende nelle condizioni ideali per poter misurarsi ad armi pari con i loro competitors stranieri.
Queste manovre andrebbero ad aumentare la produttività delle imprese italiane che, congiuntamente ad iniziative tese ad una parziale detassazione dei salari, avrebbero la possibilità di incrementare le buste paga dei lavoratori ed il loro potere di acquisto. Cosi gradualmente i consumi inizierebbero a risalire generando un positivo effetto boomerang su tutta la nostra economia. La ricetta è molto semplice, la difficoltà è avere il coraggio di metterla in pratica. Riuscire ad affermare il “Made in Italy” nel mondo si può, anzi si deve.

Complimenti per l’articolo. Speriamo che la ricetta proposta venga recepita da coloro che si apprestano a prendere la guida del Paese. Saluti
Commento di francesco — 27 Febbraio 2008 @ 00:26
Ottimo articolo. Complimenti.
Commento di andrea — 6 Aprile 2008 @ 12:07