Sì alla vita, no all’ideologia abortista

 Archiviato in: Bovolone, Italia, Le nostre idee, Politica — edoardo @ Mar 15th, 2008

Dal 1978, primo anno di applicazione della legge 194, al 2006 sono stati effettuati in Italia 4.603.525 aborti legali stando a quanto affermato dal Ministero della Salute.

Il dramma dell'abortoL’esaltazione dell’aborto è stata sostenuta attraverso un condizionamento culturale di massa e il non rispetto di una “minoranza” notevole della popolazione dello stivale, uccidendo così, oltre ai figli di un’ Italia sempre più vecchia, anche la democrazia. Campagne di stampa e televisive, impegno a tutto campo dei movimenti e partiti più rappresentativi ( che non superano mai il 3%!), manifestazioni di piazza e demonizzazione di chi constatava la non applicazione della legge, hanno determinato il clima di scontro ideologico che rende impossibile un confronto “sereno”, o quanto meno obbiettivo, su una tematica assai delicata.

Al dialogo è stato preferito lo scontro, la guerra di ideali, dove o si vince o si muore.
Historia magistra docet che sarebbe molto meglio per tutti che le guerre fossero causate solo dal denaro e dall’avidità degli uomini perché nulla ferma un guerriero mosso da ideali, neanche la morte, poiché dopo di lui ce ne sarà un altro, poi un altro, poi un altro ancora. In questo modo il nazismo ha ucciso più di 6.000.000 di ebrei. Agghiacciante quanto le cifre dichiarate dal ministero della salute italiano si avvicinino al numero delle vittime della follia nazista. Sarebbe interessante qualcuno proponesse una giornata mondiale dell’olocausto dei “figli di troppo”. L’analogia col nazismo potrebbe continuare con “l’aborto terapeutico” in base al quale una madre può decidere di uccidere un figlio che sa già essere malato. “tu che sei sano e forte puoi nascere, tu che hai particolarmente bisogno di cure, di affetto, e del calore di una mamma, non puoi venire al mondo e per questo, io che sono tua madre, ti ucciderò”.
Ancora un ventennio e poi riusciremo a selezionare la pura razza ariana.
Postulato dell’ideologia abortista è che l’embrione e il feto non costituiscano ancora un “individuo”.
Analizziamo ora questo punto con attenzione.
Il concetto in esame, pur essendo contestato da moltissimi scienziati, si vorrebbe porre come un criterio scientifico.

Gravidanza strappataLa legge italiana permette l’aborto fino al compimento del terzo mese di gravidanza.
Dunque, stando a quanto stabilito dal nostro legislatore, il feto sarebbe materiale organico privo di vita – come un brufolo per capirci, giusto per non usare altre metafore- fino alle 23:59 del novantesimo giorno; allo scoccare della mezzanotte del novantunesimo diventerebbe dunque un essere umano vivo al quale si possono intestare conti correnti e la cui soppressione sarebbe punita col carcere (in teoria). Speriamo che il medico non trovi traffico andando in ospedale.
Non servono studi medici, poi, per sapere che le suddivisioni temporali, nei meccanismi fisiologici, lasciano il tempo che trovano. Ad un adolescente che a sedici anni non ha ancora la barba di un lupo mannaro viene forse diagnosticata una disfunzione ormonale?
Ma va bene così, in fondo passano novanta giorni prima che il cuore inizi a battere…

Curioso che una donna venga definita “gravida” o “incinta” al primo come al nono mese. Dovrebbe cambiare denominazione alla mezzanotte del novantunesimo giorno, a voler essere scientifici.

4 commenti »

  1. Giovanni Paolo II, nella Evangelium Vitae, afferma:”Le scelte contro la vita nascono, talvolta, da situazioni difficili o addirittura drammatiche di profonda sofferenza, di solitudine, di mancanza totale di prospettive economiche, di depressione e di angoscia per il futuro” (n.18). “È vero che molte volte la scelta abortiva riveste per la madre carattere drammatico e doloroso, in quanto la decisione di disfarsi del frutto del concepimento non viene presa per ragioni puramente egoistiche e di comodo, ma perché si vorrebbero salvaguardare alcuni importanti beni, quali la propria salute o un livello dignitoso di vita per gli altri membri della famiglia. Talvolta si temono per il nascituro condizioni di esistenza tali da far pensare che per lui sarebbe meglio non nascere” (n.58).
    Una legislazione civile non permissiva, per raggiungere un minimo di efficacia, soprattutto in un Paese democratico, avrebbe bisogno di un minimo di consenso da parte della maggioranza dei cittadini. Questo non si verifica oggi in Italia. Per questo mi sembra fondamentalmente sterile e destinata all’insuccesso ogni azione politica volta a cambiare la legislazione in proposito senza passare attraverso un difficile e non certamente breve lavoro di illuminazione e di trasformazione della mentalità dominante: l’appello seriamente motivato, ma insieme sereno e fiducioso lungo e paziente, non può essere scavalcato né sostituito dalle crociate, magari ben intenzionate, ma fatalmente sterili.

    Commento di cit — 18 Marzo 2008 @ 16:05

  2. Edoardo speriamo che un giorno non ti capiti un preservativo bucato con un ragazzo che ti molla appena lo scopre, o che ti violentino brutalmente nel periodo più fertile, o che tutto il tuo dna e i tuoi cromosomi siano apposto e sani.
    Un consiglio spassionato, non sparare a zero sulle persone che fanno delle scelte sofferte e cosi difficili potrebbero essere molto vicine a te e tu magari nemmeno lo sai, sai che male che puoi fare? Il vostro educatore vi ha educati all’estremismo, a voi ragazzini manca la moderazione ricordati che l’estremismo fa male.

    *Non pubblicate nemmeno questo commento mi raccomando

    Commento di rose's petal — 4 Aprile 2008 @ 11:40

  3. Mi dispiace che tu abbia frainteso le parole dell’articolo. Se lo leggi bene vedrai che in alcun modo attacca le persone: l’autore sostiene la propria tesi contro l’aborto, non esprime giudizi nei confronti delle persone che lo scelgono. Sul piano dei valori e della cultura, il dibattito è il sale della democrazia. Non si può impedire a chi ha un’opinione contrastante con la nostra (o con le nostre scelte) di esprimerla. Soprattutto se, come nel caso di questo articolo, utilizza argomenti semplici, efficaci, ma soprattutto non offensivi nei confronti delle esperienze personali di nessuno.

    Commento di Domenico — 4 Aprile 2008 @ 12:23

  4. rose’s petal, comincio col ribadire (come citato sopra) che non ho offeso nessuno, poichè quello che attacco è l’ideologia abortista e non chi si trova a a afre un ascelta drammatica. Quello che è scritto nell’articolo non è frutto di una mente plagiata da manipolatori estremisti, ma il risultato di esperienze personali che non conosci. Non attacco l’ideologia abortista ex- ante, a prescindere, la valuto ex- post un lungo periodo di incertezza e riflessione al riguardo.
    Purtroppo per impegni di studio non sono ancora riuscito a finire il prosieguo dell’articolo in cui entravo più nel merito di una legge quantomeno da rivedere poichè le donne che si trovano a questo tragico bivio, purtroppo, sono lasciate spesso sole da “istituzioni fantasma” spesso previste dalla legge e che dovrebbero aiutare la donna, ma che purtroppo non ci sono.
    L’aborto viene visto in questi difficili momenti come l’unica via, e non come una via. Per quanto riguarda l’aborto selettivo è un assassinio crudele e nient’altro, non certo un atto di pietà verso l’essere umano bisognoso di amore.

    Commento di Edoardo — 9 Aprile 2008 @ 10:35

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