Giustizia e certezza della pena

 Archiviato in: Italia, Le nostre idee, Politica — andrea @ Apr 4th, 2008

Il rapporto tra Giustizia e certezza della pena è ricco di spunti di riflessione. In questo scritto, volutamente e necessariamente breve, ci si limita ad esprimere alcuni pensieri senza la pretesa di essere esaurienti, rimandando al futuro l’approfondimento di alcuni aspetti.
Il tema è noto da molto tempo. Recentemente, esso è tornato di estrema attualità a causa di numerosi fatti di cronaca – ormai quotidiani – che hanno scosso e scuotono l’opinione pubblica sollevando in essa procella di rabbia, di sfiducia e, in un certo senso, di impotenza di fronte ad un legislatore incapace di governare bene. Risulta, pertanto, facile ai più parlare molto liberamente del fatto in sé criminoso e delle soluzioni da adottare senza considerare, però, che occorre riportare ad unità i due concetti di Giustizia, di pena e il corollario di quest’ultimo cioè la certezza della pena. 
Inutile è dire che il termine giustizia, nella storia del pensiero ha indicato di volta in volta la conformità a una norma (naturale, divina, positiva) o l’ideale cui la norma deve riferirsi per essere valida, l’ispirazione all’uguaglianza o l’ordine da stabilire o ristabilire.
Tale nozione – comunemente intesa – appare tuttavia riduttiva. Non si tratta, semplicemente, di mettere a confronto un comportamento con quanto indicato nella norma e verificare se il primo è conforme alla seconda. Occorre, piuttosto, un quid pluris che è l’impegno di tutti di rispettare il diritto di ognuno dandogli ciò che gli spetta secondo ragione e legge.
In questo senso, la nozione di Giustizia non è totalmente laica e vuole convivere con la morale. Essendo il diritto uno degli strumenti attraverso cui si concretizza la Giustizia ed essendo il diritto un’insieme di norme scritte dagli uomini, appare evidente lo stretto rapporto che esiste tra Giustizia e Morale. Una legge scritta dagli uomini moralmente scarsa è invero una legge che crea disarmonie, stimola il dissenso e indebolisce il concetto di Giustizia. Lo stesso discorso vale anche per l’applicazione delle leggi.
Naturalmente, la forza del diritto – e quindi la realizzazione della Giustizia – si manifesta indirettamente mediante la sanzione che colpisce chi non osserva la regola. Restringendo il discorso alla Giustizia penale, si parla più propriamente di pena piuttosto che di sanzione. Concettualmente la pena è la limitazione dei diritti del soggetto quale conseguenza della violazione di un obbligo, che è comminata per impedire tale violazione ed ha carattere eterogeneo rispetto al contenuto dell’obbligo stesso. Numerose sono le soluzioni al problema della difesa contro il delitto e numerosi sono altresì i tipi di pena.
Una cosa è certa: si condanna di più ma si punisce di meno. Di fronte a questa situazione – che non è frutto di fantasie mentali – il cittadino chiede certezza della pena e cioè effettiva espiazione della pena secondo quanto stabilito anche dalla nostra Costituzione.
La pena non può, tuttavia, essere fine a sé stessa (ad esempio, colmare il senso di rabbia, ira) ma deve tendere soprattutto a far capire al reo il male che ha commesso anche con l’appoggio dello Stato; Stato che non è più castigatore e cattivo ma vuole comprendere le proprie defezioni ed aiutare chi ha sbagliato. L’espiazione della pena diventa così uno strumento – una sorta di palantir di Orthanc (vedi ne Il Signore degli Anelli)– attraverso il quale vedere il mondo del male, capirne il fondamento e tentare di attenuarne le potenzialità, utile sia allo Stato che al reo.
La mancata certezza della pena mette in crisi il concetto di Giustizia. Fra i cittadini e nella coscienza sociale, più in generale, si fa strada l’idea che chi si macchia di qualche fatto considerato reato non paga anzi – e questa è il fatto più grave – talvolta  è veicolo di forti benefici (non solo economici). Aumentano le garanzie dell’imputato ma diminuiscono fortemente i diritti delle vittime. Il cittadino viene, in questo modo, corrotto nella  propria morale e/o etica ed incentivato a privilegiare l’illegalità. Le gravi conseguenze sul concetto di Giustizia sono evidenti poiché abilitano il cittadino alla vendetta privata, all’intolleranza, all’instaurazione dell’anarchia ed all’illegalità in generale. 
Si auspica, pertanto, un intervento legislativo capace di risolvere le storture dell’ordinamento giuridico, proprio quelle storture che minacciano le basi della Giustizia e la sopravvivenza della società stessa.

5 commenti »

  1. Ma dai torna a guardare il signore degli anelli, quanto siete bravi a parlare al vento e molte volte a fare sproloqui.

    Commento di Frodo Baggins — 4 Aprile 2008 @ 11:16

  2. Se non ti interessa l’argomento puoi anche fare a meno di leggerlo! Io credo che sia un punto di partenza valido per una discussione. Sempre se hai argomenti per sostenerla.

    Commento di carlo — 4 Aprile 2008 @ 12:26

  3. è un argomento interessante. Va approfondito con tutte le forze politiche.

    Commento di MATTEO — 7 Aprile 2008 @ 09:14

  4. L’argomento è di fondamentale importanza, e, ahimè, assai datato.
    Scrisse al riguardo, proprio sostenendo queste tesi, il nonno di Manzoni, Cesare Beccaria.
    Allora l’Italia era poco più di un idea, alla strgua della pace nel mondo.
    colpisce il fatto che in tutto questo tempo non si sia riusciti a far fronte a questo problema che mina fortemente le basi della società civile.

    Commento di Edoardo — 9 Aprile 2008 @ 12:59

  5. UN UBRIACO, UN DROGATO, UN FOLLE SENZA PATENTE,
    UN BALORDO O UN INCOSCIENTE 
    UN VOLANTE E UN PEDALE SPINTO FINO IN FONDO. 
    UNA RAGAZZA NEL FIORE DELLA VITA. 
    LA MORTE. 
    ANCORA UNA STRADA. 
    ANCORA VITE ACCARTOCCIATE. PIEGATE. SPEZZATE. FINITE. 

    QUANTI INNOCENTI DEVONO SOFFRIRE, ANCORA, PRIMA CHE NOI, SOCIETA’ CIVILE, CI UNIAMO INSIEME PER GRIDARE : ADESSO BASTA? 

    INVECE NO. NOI, SOCIETA’ CIVILE, PERDONIAMO. PORGIAMO L’ALTRA GUANCIA AL MALE. MA IL MALE, PRIMA O POI, CI INGHIOTTIRA’. 
    GIA’ LO STA FACENDO CON TUTTI GLI INNOCENTI CHE ANCHE ORA, MENTRE SONO QUI A SCRIVERE, STANNO DIVENTANDO, LORO MALGRADO, VITTIME DI CRIMINALI IMPROVVISATI O MENO. CRIMINALI CHE POI, NOI, SOCIETA’CIVILE, 
    GIUSTIFICHIAMO, DERESPONSABILIZZIAMO, PERCHE’ IN FONDO SBAGLIARE E’ UMANO. 

    PERCHE’ IN FONDO LORO, I BALORDI INCONSAPEVOLI DEL DANNO CHE LE AZIONI PROVOCANO, E LORO, I CRIMINALI CHE DEL MALE HANNO FATTO UN SISTEMA DI VITA, O ANCORA LORO, QUELLI CHE IL MALE, IN UN CERTO SENSO LI PRENDE ALL’IMPROVVISO, ALLE SPALLE, IN UN RAPTUS FULMINEO E FULMINANTE, CHE BRUCIA TUTTO CIO’ CHE INCONTRA. LORO TUTTI ”NON SANNO QUELLO CHE FANNO” 

    E COSI’ SONO LIBERI DI FARLO ADESSO E SEMPRE. PERCHE’ NOI, SOCIETA’ CIVILE, NON SAPPIAMO PIU’ INSEGNARE. 

    MA PERDONARE SI’. DARE UN CALCIO ALLA GIUSTIZIA SI’. TUTTI HANNO DIRITTO ALLA LIBERTA’, GRIDIAMO QUANDO UN CONDANNATO, PER ESEMPIO PER PEDOFILIA O OMICIDIO (DI QUALSIASI TIPO), SI DICE PENTITO. 
    QUANDO PIANGE IN CARCERE PERCHE’ SIAMO CATTIVI CON LUI: SONO CAMBIATO, HO DIRITTO A RICOMINCIARE! ED ECCO CHE SIAMO TUTTI LI’, STRETTI INTORNO A LUI CON IL NOSTRO BUONISMO, I DOGMI DELLA NOSTRA RELIGIONE, QUELLI CHE CI FANNO COMODO PERO’. PERCHE’ LA NOSTRA RELIGIONE IN FONDO, SA ANCHE PUNIRE. 

    SIAMO LI’: PRONTI A LIMITARE LE CONDANNE DEI CRIMINALI. UNITI NEL DISTRUGGERE LE LEGGI CHE ATTRAVERSO L’ETICA E LA MORALE HANNO DEFINITO L’EQUITA’ DELLE PENE IN BASE ALLA GRAVITA’ DEI CRIMINI. PERCHE’ IN FONDO NON SAPPIAMO NEANCHE COSA SIANO L’ETICA E LA MORALE. PERCHE’ ABBIAMO SOVVERTITO L’ORDINE DEI VALORI. 

    E’ COSI’ CHE NOI STESSI, INDIVIDUI DI UNA SOCIETA’ CHE SI DICE CIVILE, TOGLIAMO SENSO ALLA GIUSTIZIA, BALLANDO SOPRA ALLE NOSTRE STESSE LEGGI FONDAMENTALI, CREANDONE ALTRE SENZA ACCORGERCI CHE GRAZIE AD ESSE LA CIVILTA’ SI AMMALA DI UN MALE CHE SE NON VIENE SCOPERTO IN TEMPO, E CURATO, CI PORTERA’ ALLA DISSOLUZIONE. 

    E C’E’ ANCHE CHI A QUELLA GIUSTIZIA DA UN ALTRO NOME. C’E’ CHI LA CHIAMA VENDETTA, DIMENTICANDO CHE LA SECONDA E’ UN ATTO PRIVATO E INTIMO, MENTRE LA PRIMA E’ UN BENE CONDIVISO E INDISPENSABILE IN PARTICOLARE PER QUEI VALORI CHE SONO IL CARDINE DI TUTTE LE SOCIETA’. DIMENTICANDO CHE LA GARANZIA DI SICUREZZA E’ UN DIRITTO SENZA IL QUALE NON VI E’ LIBERTA’. 

    QUANTE VITTIME INNOCENTI, ANCORA,PRIMA CHE NOI, SOCIETA’ CIVILE, IMPARIAMO A RISPETTARLE QUELLE STESSE REGOLE CHE FANNO DI UNA SOCIETA’, UNA CIVILTA’, UN LUOGO SICURO DOVE POTER ESPLICITARE IL PROPRIO DIRITTO ALLA VITA? 
     
    DIRITTO CHE LA VITTIMA PERDE A CAUSA DI UNA COLPA CHE MOLTI SEMBRANO NON VOLERLE PERDONARE: ESSERSI TROVATA SUO MALGRADO DI FRONTE A UN CRIMINALE. 
    IL SOLO CHE MANTIENE IL DIRITTO ALLA LIBERTA’ NONOSTANTE IL SUO ERRORE, LA SUA AZIONE. 
    NONOSTANTE ABBIA PROVOCATO L’ANNIENTAMENTO DELLA LIBERTA’ DELL’ALTRO. UNA LIBERTA’ CHE NESSUNA GOZZINI GLI DONERA’ MAI PIU’. NEANCHE A META’. 

    QUANTE VITTIME PASSATE E PRESENTI ANCORA DEVONO VENIRE PRIMA DI UNIRCI E GRIDARE: ADESSO BASTA? 

    AL DI LA’ DEL CREDO RELIGIOSO E POLITICO, NOI DOBBIAMO ESSERE UNITI IN UN PRINCIPIO SOLTANTO: QUELLO DI CIVILTA’. 
    NOI ABBIAMO IL DOVERE DI INSEGNARE AI NOSTRI RAGAZZI CHE AD OGNI AZIONE CORRISPONDE UNA REAZIONE. 
    AD AZIONE GRAVE CORRISPONDE REAZIONE GRAVE. PUNTO. CI VUOLE COERENZA. 
    LA SOCIETA’ CIVILE HA STABILITO I LIMITI ENTRO CUI LA LIBERTA’ DI OGNI SINGOLO INDIVIDUO SI SVOLGE: OGNUNO E’ LIBERO DI VIVERE LA PROPRIA ESISTENZA, MA NON E’ LIBERO DI IMPEDIRE L’ESISTENZA DELL’ALTRO. NON A SCAPITO DELL’ALTRO. 

    UCCIDERE NON SI PUO’. PUNTO. 
    VIOLENTARE NON SI PUO’. PUNTO. 
    STUPRARE NON SI PUO’. PUNTO. 
    PERSEGUITARE E FAR VIVERE L’ALTRO NEL TERRORE E NELLA PAURA, NON SI PUO’. PUNTO. 
    VIOLARE I BAMBINI NON SI PUO’. PUNTO. 
    NE’ PER CONVINZIONE. NE’ PER SBAGLIO. NE’ PER MALATTIA. NE’ PER RAPTUS. NON SI PUO’ E BASTA.  PUNTO. 
    DA QUI SI DEVE PARTIRE. DAL RISULTATO DELL’ATTO, NON DALLA MOTIVAZIONE. 

    SINCERAMENTE, PERSONALMENTE, NON ME NE FREGA NIENTE DELLA MOTIVAZIONE: NOI A DIFFERENZA DEGLI ALTRI ANIMALI POSSIAMO SCEGLIERE. NOI SIAMO TENUTI A SVOLGERE LA NOSTRA ESISTENZA ENTRO I LIMITI DELLA SOCIETA’. LIMITI INVALICABILI. E SE IL NOSTRO CERVELLO VA IN TILT, ALLORA SIAMO E RIMANIAMO UN PERICOLO PER NOI STESSI E GLI ALTRI. BISOGNA PROVVEDERE. LASCIARE UN ANIMALE INFEROCITO TRA GLI ALTRI SIGNIFICA VEDERE BRANDELLI E RESTI INNOCENTI LUNGO LE STRADE. 

    DUNQUE, BALORDO O CRIMINALE, VOLUTO O DEL CASO, SAPPI CHE LA TUA AZIONE SARA’ PUNITA E LA PUNIZIONE SARA’ EQUA, NEI LIMITI DEL POSSIBILE E DEL RISPETTO CHE NOI, ELEMENTI FIERI DI VIVERE E CONDIVIDERE LA SOCIETA’ CIVILE, A DIFFERENZA DI TE, ABBIAMO DELLA VITA ALTRUI E QUINDI ANCHE LA TUA. MA NON CHIEDERE SCONTI. NON PRETENDERLI NEPPURE. SE RIESCI PENTITI PURE. IL PENTIMENTO SINCERO PURIFICA, MA PONE DI FRONTE AI PROPRI ERRORI PIU’ DI QUALSIASI ALTRA COSA. CERTAMENTE RENDERA’ PIU’ LIEVE PER TE SOPPORTARE LA CONDANNA. 

    QUANDO RIUSCIREMO A SPIEGARE INEQUIVOCABILMENTE CON COERENZA CHE LA LIBERTA’ DEGLI INDIVIDUI NELLA SOCIETA’ CHE SI DICE CIVILE HA DEI CONFINI INVALICABILI? CHE C’E’ UN VALORE SUPREMO E CHE CHI LO INFRANGE DEVE PAGARNE LE CONSEGUENZE ANCH’ESSE SUPREME? 

    NON SOLO RIABILITARE DUNQUE, NON SOLO REINTEGRARE DUNQUE. MA ANCHE E SOPRA TUTTO: PUNIRE. 
    GUARDATELI I NOSTRI GIOVANI, I FIGLI DEL PERMISSIVISMO, DEL BUONISMO, DEL PERDONISMO, DEL LASSISMO. RICORDATE LA QUATTORDICENNE LORENA UCCISA DAL BRANCO? UNO DI QUEI RAGAZZI, SUBITO DOPO AVER CONFESSATO HA CHIESTO: ADESSO POSSO ANDARE A CASA? 

    DOBBIAMO ESSERE COERENTI. DOBBIAMO RISPETTARE LE NOSTRE LEGGI, ANCHE LE PIU’ DURE SE IL LORO FINE E’ IL RISPETTO DELLA VITA. SOLO COSI’ POSSIAMO INSEGNARE AI NOSTRI RAGAZZI LA RESPONSABILITA’ DELLE PROPRIE AZIONI. SOLO COSI’ POSSIAMO CREARE UN DETERRENTE PER CHI SI TROVA DI FRONTE AL BIVIO CHE PORTA AL BENE O AL MALE. 

    QUANTE VITTIME INNOCENTI DEVONO VENIRE ANCORA PRIMA CHE NOI , SOCIETA’ CIVILE, CI UNIAMO E FACCIAMO QUALCOSA DI CONCRETO, AL DI LA’ DELLO SDEGNO, GRIDANDO A TUTTA VOCE: ADESSO BASTA? 

    FACCIAMOLO ORA. INSIEME. FIRMIAMO PERCHE’ LA PENA PER REATI GRAVI SIA CERTA. http://Www.firmiamo.it/certezzadellapena

    FIRMIAMO CON NOME E COGNOME PER MODIFICARE QUELLE LEGGI PREMIANTI E GARANTISTE, CHE PER I CRIMINI PIU’ GRAVI NON POSSONO PIU’ ESSERE APPLICATE.NON POSSONO PERCHE’ INCAPACI DI INSEGNARE CHE C’E’ UN VALORE SU TUTTI DA DIFENDERE E TUTELARE: LA VITA. ANCHE E INNANZITUTTO QUELLA DELL’INNOCENTE CHE HA INCONTRATO L’ASSASSINO O IL VIOLENTATORE SULLA SUA STRADA. LA VITTIMA DI CHI HA DECISO PER LEI SENZA CHE IL SUO SGUARDO, LE SUE GRIDA, IL SUO PIANTO, LE SUE SUPPLICHE DI LIBERTA’, LO TURBASSERO. 
    DICIAMO BASTA. FIRMIAMO E DIVULGHIAMO LA PETIZIONE PER LA CERTEZZA DELLA PENA .CHE SIA SCONTATA, ALMENO, FINO ALL’ULTIMO GIORNO. 
    Barbara Benedettelli 

    Commento di Barbara B — 6 Novembre 2008 @ 15:21

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